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Per una buona regione SPECIALE PRIMARIE 3 MARZO X CHIUDI

27/02/2019
SPECIALE PRIMARIE 3 MARZO

Domenica 3 marzo il popolo democratico sarà chiamato a eleggere il nuovo segretario nazionale del Partito Democratico con il metodo delle primarie aperte. L’appuntamento di domenica è l’occasione per scegliere di cambiare, affinché il partito torni ad essere luogo della solidarietà, della giustizia, della libertà e delle opportunità per tutti. Cambiare, quindi, per offrire all’Italia e all’Europa un futuro messo in pericolo dall’attuale governo. Il nostro Paese è guidato dal primo governo nazionalpopulista dell’Europa occidentale, siamo egemonizzati culturalmente e politicamente dalla nuova destra. Questo governo vuole incattivirci, impaurirci, ci vuole sempre meno solidali con il prossimo. L’Italia rischia un declino inarrestabile, con esso il pericolo di essere isolati dall’Unione europea. Dobbiamo impedirlo questo declino, dobbiamo avere il coraggio di cambiare trovando insieme le soluzioni e radici profonde del nostro stare insieme e la volontà di costruire un’idea di società giusta.

La crisi di oggi del partito democratico è figlia di un progressivo distacco dalla società, dal sentimento della gente comune. Il partito democratico ha sbagliato? Abbiamo riconosciuto, senza reticenze, gli errori del passato e affrontato le questioni delle sconfitte. Ora l’obiettivo è tornare uniti e cogliere la portata delle sfide di questo delicato momento storico per il nostro Paese. Io credo che si possa tornare ad avere un dialogo con la parte più grande del nostro elettorato, mi riferisco ai giovani disoccupati o precari, alle donne penalizzate sul lavoro o dall’assenza dei servizi, agli anziani abbandonati e ai bambini poveri, alle famiglie in cui si rinuncia alle cure, alle periferie sempre più degradate.

Allontanarci dalla società, dal sentimento della gente comune non ci ha permesso di vedere con la necessaria prontezza il diffondersi e il crescere delle ingiustizie. Tutto questo ha consentito al governo gialloverde di vincere le elezioni. Le politiche del 2018 hanno segnato un radicale cambiamento del panorama politico italiano, ma è anche vero che in questi mesi le reazioni nelle piazze del mondo produttivo, dell’ambiente intellettuale di tante donne, di studenti denotano i primi fallimenti di questo governo e allo stesso tempo evidenziano che l’orientamento prevalente degli italiani non è cambiato. Gli elettori sono delusi dal governo attuale, in otto mesi la Lega e il Movimento cinque stelle hanno distrutto la fiducia nel sistema Paese. In questo scenario delicato il compito del Partito democratico è di intervenire, abbiamo il dovere di salvare l’Italia e quindi l’Europa dalla deriva, dal ritorno dei nazionalismi, dagli egoismi e dall’austerità tecnocratica. Riportare la nostra società alla coesione e alla solidarietà, è questa la missione del Partito democratico, riprendere insieme un cammino di sviluppo. È necessario rinnovare e rilanciare il nostro riformismo con lo scopo di armonizzare, riequilibrare la società abbattendo il divario tra i ricchi e i poveri. Per fare ciò è fondamentale una ricollocazione politica e sociale dei democratici e dei progressisti italiani.

So benissimo che c’è scoramento, paura, delusione e a tal proposito c’è una frase bellissima che mi ha particolarmente colpita del Monsignor Occhetta, gesuita, che riporto testualmente “c’è bisogno di uno sguardo e di una parola diversa. Dobbiamo essere lo sguardo per vedere ciò che gli altri non vedono ed essere parola per riuscire a dire quello che gli altri non riescono a dire”.

Il popolo democratico deve recuperare l’ispirazione originaria di un grande incontro tra culture ed esperienze diverse, fare del pluralismo delle idee una ricchezza. Noi siamo il partito che è riuscito a concretizzare tematiche che stanno nella cultura del centrosinistra e che il Paese aspettava da anni. Il passato governo ha varato leggi fondamentali: le Unioni civili, la legge sul “Dopo di noi”,  la legge sul caporalato. Noi siamo quelli che hanno migliorato questo Paese e non dobbiamo dimenticarlo. Ecco perché è necessario salvare il Pd.

È arrivato il momento di ricostruire la credibilità del Pd imponendo un’agenda basata sulla sostenibilità ambientale: sviluppo e lavoro, coinvolgendo tutte le energie che arrivano dal mondo produttivo, economico, culturale e civico. Bisogna rigenerare il nostro campo e radicarlo di nuovo nella società, a cominciare da quei settori popolari nei quali siamo assenti per ridurre le disuguaglianze attraverso una strategia di rilancio degli investimenti pubblici e privati per la piena e buona occupazione; sperimentazione di progetti di “lavoro di comunità” con l’offerta di lavori pubblici utili socialmente al salario minimo legale, ai disoccupati o ai lavoratori a part-time. Garantire diritti e libertà, eguaglianza e solidarietà, azioni che contrastano la violenza omotransfobica, protezione dell’identità di genere, dignità delle persone detenute, accrescere le risorse del piano contro la violenza, aumentare centri antiviolenza e il lavoro di rete nel territorio. La scuola deve tornare ad essere il più importante presidio sociale, la principale arma contro le disuguaglianze. Ecco perché bisogna investire in alta formazione e ricerca, favorire misure attive nel campo della tutela del patrimonio culturale, investire sulle istituzioni e sulle comunità locali. Quello che è accaduto di recente al Liceo Benedetto da Norcia è un tema vivo e vicino a tutti noi, un attacco alla libertà e alla democrazia e merita un momento di riflessione. Quei ragazzi sono le vittime della prepotenza fascista, picchiati perché non liberi di opporsi alla volontà di un gruppo di estremisti e la cosa che rattrista più di tutte è che quei ragazzi erano soli, il partito non c’era. È da qui che dobbiamo ripartire, con il presidio e con la presenza sul territorio. Dobbiamo tornare ad occuparci della comunità, stare accanto alle persone. Perché ad oggi, se c’è qualcuno che rappresenta un presidio di democrazia, di libertà e di dialogo è il Partito democratico.

Questa è la proposta di un nuovo Partito democratico per l’Italia di Nicola Zingaretti che condivido pienamente perché abbiamo bisogno di costruire un’alternativa per tornare a vincere. Un partito aperto alle forze intellettuali e della cultura che faccia contare più le persone e che offra luoghi e sedi nelle quali possano confrontarsi anche le spinte più critiche.

Domenica è importante recarsi ai gazebo e votare Nicola Zingaretti candidato segretario del Partito democratico, perché il 3 marzo non saranno solo le primarie del partito, saranno le primarie di tutti gli italiani che credono ancora ad un’idea larga di centrosinistra e di un partito democratico rinnovato.